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Tai Ji Quan

La disciplina orientale del TAI JI QUAN (o conosciuta anche col nome TAI CHI QUAN), consiste nell’esecuzione ripetuta di una sequenza di movimenti del corpo guidati dalle disposizioni della mente, chiamata forma (in cinese lu); il risultato del movimento corretto, è una serenità che investe totalmente il praticante, mettendolo in comunione con le leggi naturali dell’Universo, permettendogli di raggiungere lo stato di benessere psicofisico. Questa filosofia “del corpo e della mente”, trae i suoi insegnamenti dal pensiero cinese antico, si tratta di sagge intuizioni, che hanno influenzato il TAI JI QUAN.

“Concentra lo spirito, pacifica le emozioni, regolarizza la circolazione sanguigna, fortifica le articolazioni, i legamenti e i muscoli, in una sostanza rigenera la vita dell’uomo.”

A chi capita di vederlo per la prima volta, il TAI JI QUAN si presenta come una serie di esercizi armoniosi, una specie di danza lenta dai movimenti incomprensibili ma, per un praticante in realtà è tutto molto chiaro, il TAI JI QUAN ha una doppia anima: quella dell’arte marziale, composta quindi da tecniche di calcio, di pugno, parate, leve articolari e pressioni sui punti vitali, e quella della attivazione dell’ energia vitale nell’organismo, finalizzata al benessere psicofisico.

Il TAI JI QUAN letteralmente significa: pugilato-(quan) della suprema-(tai) polarità-(ji), che nulla vuol dire ad un occidentale se non lo si interpreta attraverso il pensiero cinese:

  1. le polarità (ji) sono i due principi yin (negativo) e yang-(positivo), dove l’uomo trova il suo equilibrio psicofisico;
  2. il pugilato (quan) è inteso come movimento, o lavoro necessario a raggiungere l’equilibrio di cui sopra;
  3. il supremo (tai) è il tipo di equilibrio che si deve raggiunge:  totale, a tutti i livelli, in sintesi quindi è la fine del lavoro (quan) svolto per equilibrare le polarità (ji).

Per conoscere e capire il TAI JI QUAN occorre spogliarsi dei rigidi schemi mentali occidentali ed aprirsi ad una nuova esperienza. Nulla di mistico e di trascendente anzi, occorre diffidare della definizione data al TAI JI QUAN come una pratica dagli effetti miracolosi, perché non è così. Si tratta molto più semplicemente di riattivare dal punto di vista fisiologico alcune funzioni vitali che il nostro corpo ha trascurato o “dimenticato”, con lo scopo di vivere meglio ed in salute.
Il TAI JI QUAN, al contrario di parecchie attività ginnico-motorie, rappresenta un caso in cui non esistono preclusioni per nessuno, in quanto, con il suo muoversi lentamente a velocità costante, non può creare alcun trauma fisico. In Cina infatti, oltre ad un gran numero di praticanti di tutte le età e dei due sessi, il TAI JI QUAN viene impiegato con successo nella cura di molte situazioni patologiche come: l’insonnia, le malattie cardiovascolari, quelle a carico del fegato, dello stomaco e dei reni.

A giusto merito il TAI JI QUAN può essere considerato come una disciplina più articolata e complessa di QI-GONG, in quanto ne riporta le caratteristiche propedeutiche, introspettive, meditative e d’attivazione dell’ energia vitale
 
 
 


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